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Nonstile
Cascina Ebreo

Ogni difetto in vigna è una correzione in cantina. Lottiamo per non avere difetti. Quelli che non possiamo evitare, li accettiamo e li difendiamo.

Cascina Ebreo non ha paura del vino.

Non vive della venerazione ossequiosa che certi produttori hanno delle loro bottiglie, del terroir, del vitigno. Rispetta la grandezza, la forza e l’originalità di questi elementi. Ma non teme di confrontarsi a viso aperto con l’aspetto più eclatante e sottovalutato del vino: il suo essere un “gioco di forze” tra desideri umani ed espressione selvaggia, tra tecnica e natura.

 

 

Cascina Ebreo crede nel vino

Crede nel suo carattere austero e mai soggiogabile alle volontà dell’enologo. Crede nel territorio, ma non ne fa una religione. Crede nei vitigni autoctoni, senza elevarli a santuari della perfezione. Cascina Ebreo crede nel vino bevuto, apprezzato, gustato in qualsiasi occasione e momento.

Cascina Ebreo
non ha ricette

Non vive della venerazione ossequiosa che certi produttori hanno delle loro bottiglie, del terroir, del vitigno. Rispetta la grandezza, la forza e l’originalità di questi elementi. Ma non teme di confrontarsi a viso aperto con l’aspetto più eclatante e sottovalutato del vino: il suo essere un “gioco di forze” tra desideri umani ed espressione selvaggia, tra tecnica e natura.

 

 

Cascina Ebreo non ha tempi certi

Non vive della venerazione ossequiosa che certi produttori hanno delle loro bottiglie, del terroir, del vitigno. Rispetta la grandezza, la forza e l’originalità di questi elementi. Ma non teme di confrontarsi a viso aperto con l’aspetto più eclatante e sottovalutato del vino: il suo essere un “gioco di forze” tra desideri umani ed espressione selvaggia, tra tecnica e natura.